Nuovo studio di EcoVadis e Accenture: l’innovazione nella catena di approvvigionamento genera un ROI superiore alla semplice conformità

April 16, 2026 IT ECOVADIS IT

Il Barometro degli acquisti sostenibili 2026 rivela come le aziende leader stiano trasformando la sostenibilità in risultati economici misurabili, con l'Intelligenza Artificiale nel ruolo di acceleratore.

Milano, 16 aprile 2026 – Il Barometro degli acquisti sostenibili 2026 di EcoVadis, realizzato in collaborazione con Accenture, evidenzia un cambio di paradigma: per le organizzazioni più performanti, l'innovazione ha superato la conformità normativa come principale leva di rendimento. Tra il 10% delle aziende con le migliori prestazioni (leader), l'80% indica l'innovazione come motore primario del ROI nei programmi di acquisto sostenibile, contro il 54% delle altre realtà intervistate.

Anche in Italia l’innovazione si conferma il principale driver di business per il 66% delle imprese, superando di 6 punti percentuali la conformità e la riduzione del rischio che si attesta al 54%. Un segnale positivo del mercato interno è la crescita della struttura organizzativa: il 60% delle aziende italiane dispone già di un team interamente dedicato agli acquisti sostenibili.

I responsabili degli acquisti puntano oggi sulla creazione di valore tramite l'economia circolare, l'efficienza delle risorse e l'innovazione guidata dai fornitori. Oggi il 58% delle organizzazioni globali applica iniziative di innovazione su una quota rilevante della spesa (tra il 26% e il 75%), una crescita netta rispetto al 9% registrato nel 2024.

Ma i risultati riflettono un cambiamento più ampio. I team di approvvigionamento sono sotto pressione per gestire costi, rischi e interruzioni, pur raggiungendo gli obiettivi di sostenibilità. Le organizzazioni leader stanno reagendo integrando la sostenibilità nelle decisioni strategiche, utilizzandola per migliorare la resilienza, l'efficienza e la crescita.

Secondo le analisi di Accenture, le interruzioni della supply chain costano alle aziende oltre 1.600 miliardi di dollari in mancata crescita annua. Chi costruisce catene di approvvigionamento resilienti non solo mitiga i rischi, ma ottiene una crescita del fatturato superiore del 3,6% rispetto ai concorrenti.

Si sta inoltre delineando un nuovo divario: una crescente asimmetria digitale tra acquirenti e fornitori. Per rafforzare la resilienza e trasformare i dati dei fornitori in decisioni più rapide ed efficaci, anche i team di procurement stanno ricorrendo all'intelligenza artificiale. Il Barometro mostra che, sebbene la maggioranza degli acquirenti stia già utilizzando l’IA a livello operativo per l'analisi predittiva (72%), lo screening dei rischi (64%) e la convalida dei dati (62%), emerge un ritardo da parte dei fornitori.

In Italia, gli acquirenti stanno già implementando o sperimentando strumenti di IA e GenAI per la predictive analytics (71%), l’analisi dei rischi dei fornitori (57%) e la convalida dei dati sul carbonio (60%), ma i fornitori restano indietro: oltre il 41% delle aziende intervistate non ha piani di adozione e solo un terzo prevede di intervenire nei prossimi due anni.

Questa asimmetria digitale rischia di ampliare le lacune esistenti nei dati ESG e di limitare la visibilità e la creazione di valore lungo le catene di approvvigionamento. Infatti, se l’80% degli acquirenti ha dati chiari sulle prestazioni di sostenibilità di oltre la metà dei propri fornitori Tier 1, il Tier 2 rimane un punto cieco (solo il 12% ha una visibilità superiore al 50%), mentre il Tier 3 è in gran parte opaco.

“La questione non è più se investire nell'approvvigionamento sostenibile. Si tratta piuttosto di come ottenere risultati aziendali misurabili”, ha affermato Pierre-François Thaler, cofondatore e co-CEO di EcoVadis. “I leader utilizzano i dati sulla sostenibilità per prendere decisioni quotidiane in materia di approvvigionamento, applicando l'intelligenza artificiale per gestire rischi e prestazioni su larga scala, rendendo i fornitori responsabili del miglioramento. È questo che trasforma la sostenibilità in controllo dei costi, resilienza e crescita”.

Il Barometro evidenzia inoltre una convergenza globale attorno a tre temi fondamentali: Net Zero e gestione delle emissioni di carbonio, pratiche relative alla forza lavoro dei fornitori, circolarità ed efficienza delle risorse. Tuttavia, le differenze regionali in altre priorità di sostenibilità riflettono traiettorie normative e di mercato diverse.

1. La gestione del carbonio rimane la costante strategica. Gestire le emissioni della catena di fornitura e compiere progressi verso l'obiettivo Net Zero continua a essere la priorità principale, indicata come una delle prime tre aree di interesse dei programmi dal 54% delle organizzazioni. I team prevedono che il tema del carbonio manterrà la stessa importanza nei prossimi due o tre anni.

2. Gli standard lavorativi dei fornitori sono fondamentali per i programmi. Standard lavorativi elevati stanno diventando un requisito di base, spinti dal costante scrutinio degli stakeholder e dall’inasprimento dei requisiti di due diligence. Le organizzazioni affrontano una pressione crescente per aumentare la visibilità sulle condizioni di lavoro e sui rischi legati ai diritti umani all'interno di tutta la loro base di fornitura.

3. Le leve di valore e i rischi emergenti stanno acquisendo sempre più importanza nell'agenda. Le organizzazioni stanno spostando l’attenzione verso opportunità di creazione di valore – come l’economia circolare e l'IA responsabile – e verso aree di rischio emergenti quali l'etica dei dati e la tracciabilità digitale.

In tutte le regioni, le organizzazioni concordano sul fatto che l'obiettivo Net Zero, la gestione della forza lavoro e delle pratiche lavorative dei fornitori, nonché la circolarità e l'efficienza delle risorse, rappresentino i temi di sostenibilità cruciali nel definire le strategie di approvvigionamento.

Per consultare l'analisi completa, è possibile scaricare il Barometro degli acquisti sostenibili 2026 a questo link.

Per ascoltare Pierre-François Thaler di EcoVadis e Matias Pollman-Larsen di Accenture, registrati qui per partecipare al nostro webinar il 6 maggio alle ore 11.30 CET.

Metodologia

Il report si basa su un'indagine approfondita condotta tra dirigenti e senior leader di 1.000 multinazionali con un fatturato annuo superiore a 1 miliardo di dollari, e quasi 2.000 fornitori attivi nelle catene di approvvigionamento globali. Il campione rappresenta collettivamente 20 settori industriali e una distribuzione geografica equilibrata tra Americhe, EMEA e APAC. Ulteriori informazioni sono incluse nel report.

EcoVadis è un'azienda guidata da uno scopo, la cui missione è incorporare le informazioni sulla sostenibilità in ogni decisione aziendale a livello globale. Nel 2024, EcoVadis ha acquisito Ulula, una piattaforma leader nel dare voce ai lavoratori che rafforza le sue capacità nel supportare la due diligence in materia di diritti umani. Grazie a valutazioni globali, affidabili e attuabili, aziende di tutte le dimensioni si affidano alle analisi dettagliate di EcoVadis per conformarsi alle normative ESG, ridurre le emissioni di gas serra e migliorare le prestazioni di sostenibilità delle loro attività e della loro catena del valore in 250 settori industriali e 185 Paesi. Leader come Ferrero, Lavazza, Rete Ferroviaria Italiana, BASF, Bridgestone, Johnson & Johnson, L’Oréal, Unilever e JPMorgan sono tra le oltre 175.000 aziende che utilizzano gli strumenti di valutazione, gestione del rischio e delle emissioni di carbonio e la piattaforma di e-learning di EcoVadis, per accelerare il loro percorso verso la resilienza, la crescita sostenibile e l'impatto positivo a livello mondiale. Per saperne di più: ecovadis.com/it; X e LinkedIn.

 

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